Una nuova analisi dei primi versi di Sāvitrī — X



5 dicembre 2016

Questo è il decimo articolo di una serie in cui vengono presi in esame i primi versi di Sāvitrī. Chi non avesse letto gli articoli precedenti può trovarli sotto il menu Weblog.

Abbiamo visto i primi ventotto versi del poema.
Il paragrafo che viene ora è composto di sei versi:

The impassive skies were neutral, empty, still.
Then something in the inscrutable darkness stirred;
A nameless movement, an unthought Idea
Insistent, dissatisfied, without an aim,
Something that wished but knew not how to be,
Teased the Inconscient to wake Ignorance.

Riprendiamo la nostra lettura dal ventinovesimo verso.

Sotto ciascun verso si trova, come ormai d’abitudine, la trascrizione fonetica secondo l’alfabeto fonetico internazionale (IPA), seguita da una semplice traduzione letterale parola per parola, il cui scopo è solo quello di facilitare la comprensione dei versi nella lingua originale.


XXIX

The impassive skies were neutral, empty, still.

[ði ɪmˈpæsɪv skaɪz wɜːˈnjuːtrəl, ˈempti, stɪl.]

The impassive: Gli impassibili, indifferenti | skies: cieli | were: erano | neutral, empty,: neutri, vuoti, | still: immobili. |


XXX

Then something in the inscrutable darkness stirred;

[ðen ˈsʌmθɪŋ ɪn ði ɪnˈskruːtəbl̩ ˈdɑːknəs stɜːd;]

Then: Allora | something: qualcosa | in the: nella| inscrutable darkness: oscurità imperscrutabile, impenetrabile | stirred: ebbe un moto, si riscosse. |


XXXI

A nameless movement, an unthought Idea

[ə ˈneɪmləs ˈmuːvmənt, ən ʌnˈθɔːt aɪˈdɪə]

A nameless movement: Un moto senza nome | an unthought Idea: un’Idea non pensata |


XXXII

Insistent, dissatisfied, without an aim,

[ɪnˈsɪstənt, dɪˈsætɪsfaɪd, wɪðˈaʊt ən eɪm,]

Insistent: Insistente | dissatisfied,: insoddisfatto | without: senza | an aim: uno scopo, |


XXXIII

Something that wished but knew not how to be,

[ˈsʌmθɪŋ ðət wɪʃt bət njuː nɒt ˈhaʊ tə bi,]

Something: Qualcosa | that wished: che voleva | but knew not: ma non sapeva | how to be: come essere, |


XXXIV

Teased the Inconscient to wake Ignorance.

[tiːzd ði ɪnˌkɒnsɪənt tə weɪk ˈɪɡnərəns.]

Teased: Assillò| the Inconscient: il Noncosciente | to wake: per risvegliare | Ignorance: l’Ignoranza. |

*

Nel profondo della tenebra originaria si risveglia qualcosa che anela a esistere, pur senza sapere come. E’ un impulso così elementare che non vacilla davanti all’apparente impenetrabilità della notte e alla gelida indifferenza dei cieli, ma li “assilla” con la sua spinta semplice e sempre reiterata, per risvegliare, da ciò che sembrava un assoluto non-cosciente, il principio dell’Ignoranza. In effetti, con la comparsa di questa specie d’istinto, la totalità monolitica della Noncoscienza si è già divisa in un insopprimibile impulso a essere e in un mondo in cui ogni esistenza distinta può dimorare: vale a dire nei due termini di Diti, l’Ignoranza separatrice. Possiamo dire che con questo verso, essenzialmente, si conclude il preambolo del poema (anche se ci vorranno ancora alcuni paragrafi per completarne del tutto lo sviluppo); dopo di che apparirà l’Uomo e avrà inizio la storia della Terra e di Savitri, del suo consorte Satyavan e di suo padre, Ashwapathi, — che è destinata a svilupparsi per tutti gli oltre ventitremila versi del poema ed è in realtà la storia stessa della nostra evoluzione, passata, presente e futura.

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Come sempre, chi desidera fare domande, offrire qualche suggerimento, oppure semplicemente lasciare un commento, può farlo inviando una e-mail qui.

Sarva mangalam!

M.M.