Echi di Virgilio: “mens praesaga”

Nel terzo verso di Savitri si incontra la misteriosa foreboding mind (lett. “mente presaga”) della Notte. Questa è la classica traduzione inglese della praesaga mali mens di Virgilio, e infatti foreboding significa quasi sempre, implicitamente, un presagio di male. In questo caso il “male” riguarda la notte stessa, destinata a scomparire all’arrivo dell’aurora.

Il verso dell’Eneide dove compare la mens praesaga è «Adgnovit longe gemitum praesaga mali mens», che in inglese viene generalmente tradotto così: «With a foreboding mind he knew their cries from afar». L’episodio riguarda il re etrusco Mezenzio che, di lontano, ode lamenti venire dal campo di battaglia e ha un cupo presentimento; infatti quelle grida disperate erano per suo figlio, appena caduto.

E’ difficile pensare che un letterato come Sri Aurobindo potesse usare questa espressione, che secondo l’Oxford English Dictionary risale al XV-XVI secolo, senza essere consapevole di citare praticamente tutte le traduzioni inglesi dell’Eneide. Sri Aurobindo pare aver introdotto qui una reminiscenza virgiliana (come già aveva proposto nel primo verso un’eco dantesca, It was the hour).

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