Mère commenta Sāvitrī — 1-15

Commento di Mère ai versi 1-15 di Sāvitrī:

It was the hour before the Gods awake.

C’è un’antica tradizione che secondo la quale la creazione fu iniziata dalle prime emanazioni della Madre suprema, che erano quattro. Piene del senso del proprio supremo potere, esse si staccarono completamente dall’Origine e divennero indipendenti. Essendosi separate dall’Origine, caddero nell’oscurità.

La prima di queste era la Coscienza, la Coscienza nella Luce, che separandosi dall’origine cadde sempre più in basso verso l’Incoscienza. La seconda era la Beatitudine che si tramutò in Sofferenza. La terza era la Verità che divenne Menzogna. La quarta era la Vita che divenne Morte. Questo avvenne quando toccarono il livello vitale. Vedendo ciò che era successo, si decise che ulteriori emanazioni sarebbero state prodotte per rimediare agli errori delle prime; queste seconde emanazioni furono gli Dei. Il primo verso descrive la condizione del mondo prima che gli Dei nascessero. Sri Aurobindo dice, “It was the hour before the Gods awake.”

*

Across the path of the divine Event

La creazione prodotta da queste prime emanazioni cadde nell’oscurità e nell’incoscienza, a causa del loro essersi separate dall’Origine. Qui Sri Aurobindo dice, “the divine Event”, e questo significa la creazione,—creazione che continuerà per sempre, per l’eternità. Ha avuto inizio con quella che lui chiama la Notte—la Notte di una “foreboding mind”. È qualcosa di inconscio, immobile, senza vita, cieco. Tutte queste cose—l’oscurità dell’Incoscienza, l’immobilità, l’assenza di vita, l’Infinità senza corpo, lo zero insondabile—tutte queste parole vogliono esprimere la Non-esistenza del mondo.

*

The huge foreboding mind of Night, alone
In her unlit temple of eternity,
Lay stretched immobile upon Silence’ marge.
Almost one felt, opaque, impenetrable,
In the sombre symbol of her eyeless muse
The abysm of the unbodied Infinite;
A fathomless zero occupied the world.
A power of fallen boundless self awake
Between the first and the last Nothingness,
Recalling the tenebrous womb from which it came,
Turned from the insoluble mystery of birth
And the tardy process of mortality
And longed to reach its end in vacant Nought.

Anche nella più oscura Incoscienza c’era però qualcosa, come la memoria dell’origine divina, che spingeva per risvegliarsi all’esistenza. Ma l’abitudine dell’Incosciente era così forte che aveva una tendenza naturale a ricadere nella Non-esistenza. Questo è semplicemente ciò che precedeva l’inizio di una creazione cosciente del mondo.

Abbiamo visto che questa emanazione di Luce e Coscienza s’era separata dall’Origine, e naturalmente era caduta nell’Incoscienza. Come risultato, il mondo che aveva creato era il mondo dell’Incoscienza—un mondo di Non-esistenza, di oscuro Nulla. Ma nonostante tutto l’origine divina era dentro questa creazione e portava in sé la spinta a far riemergere un mondo di Coscienza. Questo [che viene descritto] è come il primo tentativo di risvegliarsi dalla Non-esistenza, la prima fioca espressione della coscienza, pur sempre “Recalling,” come dice Sri Aurobindo, “the tenebrous womb from which it came.” In essa c’era sempre la tendenza a regredire nell’Incoscienza.
Questa è come l’origine della Morte.

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